Morte del Capitano De Grazia e navi dei veleni: la Commissione parlamentare d’inchiesta riapre le indagini

Legambiente: “Una buona notizia. Ora si faccia piena luce su una vicenda che attende da trent’anni verità e giustizia”

“Accogliamo con favore la decisione della Commissione parlamentare d’inchiesta di avviare un nuovo filone d’indagine sulla morte del Capitano Natale De Grazia e sul fenomeno delle navi dei veleni – dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente -.

La decisione di oggi riattiva l’attenzione della Commissione parlamentare d’inchiesta, anche sulla base delle richieste puntuali fatte da Legambiente, a cui si devono relazioni importanti nelle passate legislature, rese a fare chiarezza su una vicenda grave.

Un tema che Legambiente ha portato con forza su tutti i tavoli istituzionali, arrivando per la prima volta anche nel cuore dell’Europa lo scorso 18 marzo, presentando a Bruxelles, presso il Parlamento Europeo, sei proposte concrete alla Commissione e al Parlamento UE.

In quell’occasione abbiamo chiesto con solerzia in particolare alla Commissaria per l’ambiente, Jessica Roswall, di acquisire tutta la documentazione sugli affondamenti sospetti e di avviare, tramite la Commissione ENVI, un’indagine conoscitiva in collaborazione con la Commissione d’inchiesta italiana.

Ora si affermi verità e giustizia. Non si tratta solo di onorare la memoria di un servitore dello Stato come De Grazia, ma di affrontare un rischio grave per l’ambiente e per la legalità che persiste ancora oggi”.

“Come ribadito in sede europea sono diversi gli affondamenti sospetti di navi nel Mediterraneo su cui mancano risposte – aggiunge Enrico Fontana, responsabile Osservatorio Ambiente e Legalità di Legambiente – .

Chiediamo che il lavoro della Commissione proceda ora senza sconti, con l’obiettivo di trasformare questo nuovo filone d’inchiesta in una verità storica e giudiziaria definitiva, e che si raccordi con le nostre proposte europee: dall’analisi dei fondali con tecnologie avanzate al coinvolgimento di Europol e Interpol per tracciare i traffici di rifiuti radioattivi.

Legambiente, come sempre, non farà mancare il suo contributo”.

L’ufficio stampa di Legambiente:

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