I dati del nuovo report PENDOLARIA – 20ª edizione di Legambiente

Il Governo taglia i fondi per il trasporto pubblico e insiste sul Ponte sullo Stretto di Messina, nonostante la clamorosa bocciatura della Corte dei Conti

Diminuisce l’età media dei treni, ma circolano meno convogli: nel 2024 hanno viaggiato 185 treni regionali in meno rispetto al 2023. Anche in Calabria scende l’età media dei treni, pur restando più alta della media nazionale

Legambiente: “Senza trasporto pubblico efficiente crescono inquinamento, disuguaglianze sociali e il rischio di transport poverty. Chiediamo al Governo di smetterla con l’ossessione del Ponte sullo Stretto di Messina, fermare il definanziamento del trasporto rapido di massa, rafforzare il Fondo Nazionale Trasporti e investire in mobilità urbana sostenibile e inclusiva”


Il trasporto pubblico italiano continua a perdere “pezzi”. Il Fondo Nazionale Trasporti varrà nel 2026 il 38% in meno rispetto al 2009 se si considera l’inflazione, mentre la legge di Bilancio 2026 toglie risorse decisive alla metro C di Roma, alla M4 di Milano e al collegamento Afragola–Napoli.

Nel 2024 hanno circolato inoltre 185 treni regionali in meno rispetto al 2023 a causa delle dismissioni dei rotabili più vecchi non compensate da acquisti sufficienti di nuovi convogli.

Nel frattempo, il Ponte sullo Stretto assorbe 15 miliardi di euro per poco più di 3 chilometri, mentre con un terzo di quella cifra – 5,4 miliardi – si stanno realizzando 250 chilometri di tranvie in 11 città.

Le risorse mancano per le vere priorità: ad esempio il Piano complementare al Pnrr finanzia con 10 miliardi di euro solamente una tratta limitata della Salerno-Reggio Calabria, ferroviaria che sarà probabilmente completata ben oltre il 2030 e che sta assistendo a una rivisitazione del tracciato di progetto e un conseguente allungamento nei tempi di realizzazione.


L’età media dei treni regionali continua a diminuire, scendendo a 14,7 anni, mentre cala la quota di convogli con oltre quindici anni di servizio.

In Calabria l’età media dei treni migliora ma resta più alta di quella nazionale: 17,7 anni, mentre il 62,2 % dei treni regionali ha più di 15 anni.

Anche in Calabria si iniziano, infatti, a vedere i risultati del rinnovo del parco rotabile sia per la flotta Trenitalia che per quella gestita da Ferrovie della Calabria che vedrà anche nuovi treni operare sulla tratta Cosenza-Catanzaro, con l’entrata in servizio prevista all’inizio del 2027.


È la fotografia del nuovo Rapporto Pendolaria – 20ª edizione di Legambiente, presentato oggi a Roma presso la Stazione Termini, luogo simbolo del pendolarismo, che documenta un sistema dei trasporti segnato da scelte politiche sbilanciate, sottofinanziamento cronico e ricadute sempre più pesanti su famiglie, lavoratori e studenti.

Mentre le grandi opere stradali monopolizzano il dibattito pubblico, il servizio ferroviario quotidiano si deteriora: crescono gli impatti degli eventi meteo estremi sui trasporti (26 solo nel 2025) e aumenta il numero di persone che non può permettersi di muoversi.


“Seppure con ingiustificabile lentezza in Calabria cominciano finalmente ad essere visibili i segni di un cambiamento nel trasporto ferroviario a partire dal rinnovo del parco rotabile la cui età media scende sia per i convogli Trenitalia sia, anche in prospettiva, per la flotta gestita da Ferrovie della Calabria” commenta Anna Parretta, presidente di Legambiente Calabria.

“Serve una decisa accelerazione sulle infrastrutture della mobilità sostenibile con una rete ferroviaria moderna che garantisca collegamenti comodi, veloci ed efficienti all’interno della regione e verso il resto d’Italia, migliorando la vita dei calabresi, favorendo l’economia ed il turismo e contribuendo agli obiettivi di decarbonizzazione.

La direzione giusta verso cui indirizzare le risorse – conclude Parretta – è questione di necessità e di buon senso: occorre abbandonare definitivamente progetti ambientalmentente insostenibili, costosissimi ed inutili come quello del Ponte sullo Stretto di Messina e concentrare competenze e stanziamenti economici su una reale transizione ecologica nel settore dei trasporti”.

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