La criminalità è una nuvola scura che avvolge la Calabria


Legambiente esprime apprezzamento per l’operazione anti ‘ndrangheta della Procura di Catanzaro

La maxi operazione anti ‘ndrangheta condotta dalla Procura antimafia di Catanzaro, diretta dal Dott. Nicola Gratteri che ha appena portato all’arresto di 334 persone, ha posto in luce, ancora una volta, la pesantissima cappa di illegalità che ricopre la Calabria come una nuvola scura.

L’inchiesta, denominata “Rinascita-Scott”, ha coinvolto un totale di ben 416 persone tra boss della ‘ndrangheta e loro affiliati, imprenditori, professionisti e politici.

Contestualmente alle ordinanze di custodia cautelare, i militari dell’Arma hanno notificato anche un provvedimento di sequestro di beni per un valore di circa 15 milioni di euro. Un giro d’affari enorme.

Il quadro che sembra emergere dall’inchiesta della Procura di Catanzaro, per l’entità, profondità e pervasività dei fenomeni criminali che pone in luce, risulta davvero inquietante: molte le regioni d’Italia dove sono avvenuti gli arresti. Alcuni indagati sono stati localizzati e arrestati, invece, in Germania, Svizzera e Bulgaria.

In modo particolare, si legge, è stata accertata “l’ormai consolidata capacità di infiltrazione nell’imprenditoria, operata con meccanismi sempre più sofisticati, grazie al contributo di professionisti collusi e dimostrata dalle numerose fittizie intestazioni documentate dalle indagini e da svariate operazioni di riciclaggio svolte nella provincia vibonese” e “l’usura svolta in modo massivo nei confronti di commercianti ed imprenditori in difficoltà”.

La corruzione si rivela essere, appunto, lo strumento più efficace per violare le norme e guadagnare in maniera illegale a scapito dell’intera collettività e degli imprenditori onesti soffocati dal malaffare, anche grazie alla connivenza di una parte della politica locale e regionale.

Legambiente Calabria, anche attraverso il rapporto annuale nazionale “Ecomafia”, denuncia da sempre, con forza, con particolare riferimento agli illeciti ambientali, la fittissima rete di illegalità diffusa e le relazioni criminali esistenti tra una parte dell’imprenditoria ed una parte della politica con la criminalità organizzata.

Per come emerge dal rapporto Ecomafia 2019, nelle quattro regioni considerate a tradizionale insediamento mafioso (Campania, Calabria, Puglia e Sicilia), la Calabria ricopre il poco onorevole secondo posto con ben 3.240 illeciti in materia ambientale.

Legambiente Calabria esprime il proprio forte apprezzamento per un’operazione storica contro la mafia che, per la sua portata ed entità, ha reciso, almeno in parte, quei vincoli perversi che soffocano la società calabrese impedendo alle persone oneste, siano esse imprenditori, professionisti o semplici cittadini di condurre nella propria terra un’esistenza più libera e dignitosa.

È arrivato il momento di invertire la rotta prima che sia troppo tardi e come ha detto il Procuratore Gratteri i giovani devono trovare il coraggio di occupare gli spazi che sono stati liberati dagli arresti, è il tempo del coraggio.

Un tempo nel quale i cittadini calabresi onesti devono tornare protagonisti della vita democratica e ribellarsi ai criminali che rubano il loro futuro.

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